Niccolò Santambrogio ITW

Niccolò Santambrogio è uno skater trentenne originario di Carate Brianza che negli ultimi tre anni ha vissuto a Los Angeles. Forse a molti di voi il nome non dirà niente ma Niccolò è stato all’apice della scena italiana nei primi anni 2000 per poi fare perdere un po’ le sue tracce negli ultimi anni. In questa intervista potrete capire il perchè di questa “sparizione” e potrete vedere un punto di vista diverso sullo skateboarding; Niccolò infatti si è trasferito in California per vivere lo skateboarding in maniera più professionale e come un vero e proprio sport. Forse molti di voi non saranno d’accordo su questa visione, ma poiché la prima regola dello skateboarding è di non avere regole, non è forse sbagliato criticare chi sceglie di vivere la sua passione come uno sport?!

 

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Ciao Nicco, come va? Presentati per chi non ti conosce e raccontaci da dove vieni, dove sei cresciuto, da quanto skatei e dove hai vissuto negli ultimi anni

Ciao! Innanzitutto grazie mille a tutta la Chef Family per l’opportunità di questa intervista.
Mi chiamo Niccolò Santambrogio,  sono nato e cresciuto a Carate Brianza, poco fuori Milano, e skateo da circa 15 anni. Negli ultimi tre anni ho vissuto a Los Angeles con un visto per atleti!

Cosa ti ha spinto ad andare proprio in California?
Ho sempre avuto il mito degli Stati Uniti. Da bambino ero appassionato di Batman e sognavo di giocare nell’NBA: i miei miti erano Michael Jordan e Allen Iverson! Ogni giocatore americano aveva un talento maggiore rispetto agli italiani, e non capivo il perché. Poi quando ho iniziato a skateare, ho rivisto la stessa differenza tra gli skater americani e quelli italiani: mi chiedevo come facessero a fare certi trick che io sognavo la notte.

Ho iniziato così a desiderare fortemente di avvicinarmi al loro stile, allenarmi con loro e vivere in California.

Questo desiderio si è strutturato nel tempo insieme al mio modo di vivere lo skateboarding, non solo come un semplice stile di vita, ma anche come un sport. Avevo dunque bisogno di partire e andare là dove tutto è nato: Los Angeles!

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Tutti sanno che avere un visto per risiedere per lungo tempo negli Stati Uniti è molto difficile; raccontaci come hai fatto ad ottenere il visto sportivo.

Ti garantisco che non è per niente semplice! È stata una grande conquista dopo tanti piccoli passi! Prima di pensare a trasferirmi definitivamente, avevo fatto brevi trasferte in California.

Durante gli studi di Scienze Motorie e dello Sport in Università Cattolica di Milano, avevo fatto due viaggi a Los Angeles. In uno di questi mi ero iscritto al Camp di Woodward West, per allenarmi e partecipare a tutte le lezioni di skate organizzate, dallo street alle transizioni! Un’esperienza stupenda, dove ho incontrato skateboarders provenienti da tutto il mondo venuti li per allenarsi.

In questa occasione, un amico musicista mi parlò del suo visto per artisti e mi spinse a lavorare per ottenere il visto sportivo e avere la possibilità di fermarmi più tempo a Los Angeles.

Ho iniziato così giorno e notte a raccogliere tutti i documenti necessari per presentare in Consolato la domanda del visto sportivo e dopo 9 mesi di lavoro e di attesa ho ricevuto l’approvazione. Non è facile strappare un “si” al consolato: ho dovuto raccogliere tutto quello che avevo fatto fino ad allora con lo skate, dalla produzione di foto su magazine a video part, dalle sponsorizzazioni ai risultati nei contest. Inoltre, tra tutti i documenti, dovevo presentare le Supporting Letters con la firma di brand e pro-skateboarders americani, che garantissero per me. È stato sorprendente vedere la risposta di un famosissimo brand di skate americano “Siamo contenti di sostenere un giovane che insegue il suo sogno”.  Per curiosità sono andato alla sede italiana di questo stesso brand, e uno dei manager mi rispose di non volersi assumere le responsabilità…anche in questa occasione ho visto una grande differenza tra lo skateboarding americano e quello italiano!

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Cosa hai fatto in America per vivere? (so che hai anche dato lezioni di italiano ad Omar Salazar!! come hai fatto ad entrare in contatto con lui e scoprire che voleva imparare l’italiano?)

La vita a Los Angeles è molto costosa, per poter guadagnare qualche dollaro sono sempre stato alla ricerca di lavoretti che potevano permettermi anche di dedicare del tempo ad allenarmi in palestra e a skateare! Ho iniziato cosi ad inventarmi lezioni di italiano: tra gli studenti c’era anche Omar Salazar! L’ho conosciuto a skateare nelle Valley ed era interessato ad imparare la nostra lingua. È nata così un’amicizia…pensa che è venuto pure alla cena del mio compleanno! Davo anche lezioni di skate a tutti i ragazzini dei park che volevano imparare qualche trick: già in Italia, dopo essere stato uno dei primi a tesserarmi come istruttore di skate FIHP, gestivo corsi di skate al Macello Sk8prk di Monza. Insegnare a skateare è una figata e ti regala tante soddisfazioni. La gioia di chiudere un trick è unica, far chiudere un trick ad un’altra persona è altrettanto speciale!

Sei laureato in Scienze Motorie e ci tieni molto alla forma fisica; per questo so che a Los Angeles hai un allenatore e frequenti una palestra dove incontri spesso Manny Santiago, Paul Rodriguez  e altri pro come Andrew Reynolds e Lizard King. Spiegaci un po’ perchè secondo te la palestra serve per lo skate e anche come vivono l’allenamento i pro più conosciuti. Questo secondo te ha ripercussioni anche sul tuo e sul loro livello di skateboarding?

Gli studi di Scienze Motorie mi hanno dato molte conoscenze teoriche e pratiche che poi ho applicato allo skateboarding. Vivo lo skate come uno sport a 360°: per andare meglio in skate  e prevenire un infortunio bisogna essere fisicamente allenati. E’ necessario quindi studiare una preparazione atletica adatta allo skateboarding e dedicarci lo spazio che richiede. Questo è quello che penso e vivo io!

È stato figo scoprire di non essere l’unico a pensarla in questo modo, ed incontrare i pro americani in palestra ad allenarsi mi ha gasato ancora di più! A LA mi alleno insieme a Manny Santiago, Paul Rodriguez, Shane Heyl, Neen Williams e moltri altri: il nostro trainer Eddie ha proprio una specializzazione nella preparazione atletica per lo skateboarding!

Credo fortemente che una specifica preparazione atletica per lo skate aiuti a migliorare la propria performance, a prevenire e a recuperare più in fretta dagli infortuni. Se qualche skater volesse ricevere consigli su come allenarsi, mi scriva!

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 Lo skate in California è vissuto differentemente rispetto all’Italia; secondo te perché, a parte l’allenamento, il livello in Italia è così basso rispetto all’America?

 

In America i kids salgono sulla tavola già a 3 anni invogliati proprio dai genitori appassionati di skate! Quasi tutti gli skatepark sono al top, e ce ne sono veramente di tutti i livelli!

In Cali il clima è fantastico, si skatea davvero tutto l’anno: qui l’inverno praticamente non esiste!

Ma la componente che fa la differenza è proprio la loro mentalità: hanno una forte motivazione. Lo skate rientra nelle loro priorita’ (proprio come il mangiare e dormire), si dedicano allo skate a qualsiasi ora e organizzano gli impegni lavorativi in base all’esigenza di skateare. Quindi già alle 6 del mattino trovi qualcuno negli skatepark! Qui in Italia invece prima di certi orari “canonici” i park sono letteralmente vuoti…questo secondo me spiega molto.
Negli States skateavi con tavole Primitive: sei riuscito quindi anche in America ad ottenere qualche sponsor? Secondo te qual è la differenza tra essere sponsorizzati in America rispetto all’Italia?
SI! Finche’ sono stato a Los Angeles Primitive mi ha supportato alla grande, prima dallo Store poi direttamente dalla Warehouse.  È nato un bellissimo rapporto di amicizia e stima con tutti i ragazzi che continua ancora oggi: sono tutti dei talenti e dei grandi lavoratori , per questo in poco tempo hanno creato un marchio solidissimo.

Al momento ci sono tre brand italiani che mi stanno dando un supporto: il brand streetwear italiano Dolly Noire. Mi piacciono molto i loro prodotti made in Italy e la loro filosofia di inseguire i propri sogni credendo in quello che si fa!

Recentemente ho avviato una collaborazione con NiloxSport che tra i loro prodotti di punta ha lo SkateDoc, skateboard elettrico di grandissima potenzialita’.

Infine continua il mio rapporto con Suomy Sport, produttore di caschi ecologici, tra i quali anche quello da skate. E’ lo sponsor del mio visto sportivo. Sono grato alla decisione di questo brand di scommettere su un giovane italiano come ambassador in terra Californiana!

La differenza e’ che in America lo skate oltre ad essere uno sport è anche un lavoro: per questo è vissuto in maniera più professionale. Gli stessi sponsor dunque investono maggiormente le loro risorse negli skater e cercano di sostenerli il più possibile nella loro attività.

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Ho visto che sei stato invitato al GO Skateboarding Day in Guatemala con Bastien Salabanzi e Camillo Henao? Come è andata?

A inizio 2016 ricevo una mail da parte di Carlos, il proprietario di United Skateshop della Città del Guatemala, la capitale dello Stato del Guatemala, America Centrale.

Incredulo leggo la sua proposta di partecipare come ospite al Go Skateboarding Day che stava organizzando, insieme a Bastien Salabanzi e a Camillo Henao. Non ho esitato ad accettare immediatamente la proposta! Avevo l’opportunità di fare un tour insieme a uno degli skater che guardavo in Flip Sorry! L’esperienza è stata unica: nelle persone del posto, ho trovato una passione enorme per lo skate che mi ha contagiato e caricato ancora di più. Siamo stati li 5 giorni, ogni giorno abbiamo fatto una demo, skateato in compagnia e nel tempo libero visitato la città. Ah dimenticavo, in camera d’hotel ero con Bastien! Troppo un grande, chillavamo insieme e lui suonava la sua chitarra!

Al rientro sono stato alla Courthouse per il Go Skateboarding Day di Los Angeles, dove c’erano Nyjah Huston, Paul Rodriguez, Eric Koston, Shane O’Neill, Sean Malto e Guy Mariano del team Nike! A differenza degli anni scorsi in cui si attraversava LA skateando, in quest’ edizione è stata organizzata una demo in cui tutti noi potevamo skateare insieme ai pro e supportarci a vicenda nel chiudere i trick!

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 Sei stato a Tampa AM 2016. Raccontaci le tappe per arrivare a partecipare a questo contest e come hai trovato il livello in gara.

Lunedì 24 ottobre 2016 ricevo una mail direttamente da Tampa, Florida. Viene confermata la mia candidatura alla gara internazionale di TAMPA AM, una manifestazione che vede partecipare circa 200 skater da tutto il mondo! La selezione dei partecipanti è molto serrata. Possono partecipare solo skater che hanno uno sponsor di fama internazionale; skater che si sono qualificati nelle tappe precedenti durante l’anno; infine coloro che si candidano attraverso un loro video – una sorta di curriculum. Io ho inviato il mio video di un minuto e sono stato selezionato tra i concorrenti! Il livello era altissimo e il primo impatto è stato shockante! Guardando gli altri skateare però poco a poco mi nasceva il desiderio di buttarmi e migliorare session dopo session provando, sperimentando, cercando di cogliere i piccoli particolari. Si respirava una grandissima positività ed internazionalità. C’erano ragazzi da tutto il mondo: tanti giapponesi molto giovani (più o meno 15 anni) e molti latino-americani. Il gruppo dei brasiliani era quello con il livello tecnico più alto. Anche se non ho superato le qualifiche, per me è stato fantastico essere lì. Ho respirato un livello altissimo di skateboarding ogni giorno dalle 9 del mattino alle 10 di sera e mi sono divertito un sacco! Devo affinare le mie qualità nel contesto di una gara e la speranza è quella di crescere ancora allenandomi con amici in strutture che, purtroppo, in Italia non abbiamo ovunque.

Bs Krooks @TheBoardrAM in Tampa

 

Chi ti ha impressionato di più?

Tra tutti gli skaters che hanno gareggiato nelle semifinali e finali mi ha colpito moltissimo Dashawn Jordan, il vincitore di Tampa AM 2016. E’ un vero e proprio talento. E’ stato fantastico. È riuscito a mixare tutte le caratteristiche richieste non sbagliando neanche un trick nella sua ultima run. Un flow ed uno stile unico, con una capacità di far sembrare i trick facili. Io l’ho filmata e postata per primo su Instagram: improvvisamente il mio account è esploso di like perché ancora nessuno l’aveva vista sui social…pensa che account come @berrics, @diamondhardwareteam e tanti altri hanno repostato il mio video!La sera al party finale ho parlato con lui condividendo la nostra passione per lo skateboarding. Come sempre, ciò che mi ha colpito, è l’umanità di questi skater. Anche questo è il bello dello skateboarding: ovunque tu sei, hai la percezione di appartenere ad una grande famiglia!

 Progetti futuri? Pensi di rimanere a vivere in Italia in futuro o di ritornare in America?
Non si sa mai dove la vita ti porta…per ritornare a Los Angeles e dedicarmi al 100% nello skateboarding ho bisogno di ricevere maggior supporto da sponsor che –proprio come avviene negli States- possano investire a 360° sul loro atleta, quindi contemplando anche l’aspetto economico… Work in progress…

Sicuramente il mio desiderio è quello di continuare a spingere il più possibile la mia tavola per migliorarmi in continuazione e diffondere la mia passione per lo skateboarding.

Mi piacerebbe iniziare ad “importare” in Italia tutta la conoscenza di questi anni e poter contribuire alla crescita di questo bellissimo sport!

Grazie mille Nicco per tutto quanto ci hai raccontato! Hai qualcuno in particolare che vuoi salutare e ringraziare?

GRAZIE a te Andre e grazie di cuore a DGD, Rene, Sudan, Cesar e tutto il resto della Chef Family per questa grande opportunità, per me e’ una immensa gioia condividere la mia forte passione per lo skateboarding e poterlo fare tramite questo canale mi onora un sacco. Un saluto speciale e una preghiera per Takuya: non dimentichero’ mai quell’estate penso del 2002/2003 trascorsa con lui tutti i pomeriggi in MC ad imparare tricks e bere the’ alla pesca. R.I.P.

 

Ho davvero molto e molte persone da ringraziare e ci tengo particolarmente a farlo.

Ringrazio innanzitutto chi attualmente mi sta supportando nello skateboarding: Daniele e tutti i ragazzi di Dolly Noire, siete fantastici! Michele, Elisa, Stella di NiloxSport. Umberto di SuomySport

I miei “coach” (Manuel, Sandro, Fra) e lo staff medico (Davide, Teo, Mondazzi, Daniele, Luca, Justin) che mi seguono qui in Italia: dopo anni in America non era scontato per me ricostruire un solido team di lavoro e sono davvero grato di avervi incontrato. Ringrazio poi tutto lo staff e tutti i miei compagni di allenamento “over 60” della mattina della Palestra MB fitness :)

Tutti gli skater brianzoli, milanesi e liguri/toscani con cui sto girando da quando sono rientrato in Italia: è stato stra bello incontrarvi di nuovo!!! Ed anche tutti quelli “nuovi” che ho conosciuto: grazie allo skateboarding perché ci ha fatto incontrare!

Tutti i kids e adulti ai quali ho insegnato skate e quelli a cui sto insegnando attualmente: vedere mettervi continuamente in gioco e’ fonte di grande ispirazione.

Tutti gli skater losangelini e le persone con cui ho condiviso anni fantastici negli States: Mike Piwowar, Norman Woods, Manny, Paul Rodriguez, Devine Calloway, James, gli Stoner Locs, Nick Dompierre, Ben Harper, Omar Salazar, Shane Heyl, Neen, Bastien, Camilo, Barbax, Carlos, Brian Shaefer e tutto lo staff dello Sk8park of Tampa, Eddie e tutto lo staff di BDX, la famiglia Maddock, Christian Peeters; Guido, Mauro, Cristina, Father Jose, Riro, Edwin, Claudia, Matteo, Jason & Lindsay, Jennifer, Marcelo e tutti gli amici della comunità di LA; Michelle, Beatrice & Jimmy; Antonio e Giulio di Enjoeat e molti altri ancora :)

Saluto e ringrazio il Presidente Sabatino Aracu, Luca Basilico e tutti i membri della FIRS: Tokyo 2020 si avvicina!!!

Ringrazio per la pazienza, comprensione e collaborazione Anna, i miei colleghi e tutto lo staff di VirginActive di Milano Kennedy.

Un forte abbraccio alla mia famiglia.

 

Un ringraziamento speciale a tutte le persone che da quando son rientrato in Italia mi stanno supportando moralmente e concretamente apprezzandomi e valorizzandomi per quello che sono io e così come sono io: mia zia Giancarla, Guido, Simone Angiolini, Michele Calabrese ,Don Eugenio, Francesca e tutti gli amici di CdoSport, Giacomo e sua moglie Maria, Gibo, le sorelle Usuelli, Plata e famiglia, Barbara, Darione e molti altri ancora.

Infine un ringraziamento a Colui che mi ha voluto su questa terra e che mi ha messo dentro questa passione per lo skateboarding e per lo sport… Te ne sono veramente grato, perché in questo cammino pieno di avventure sto scoprendo sempre di più il vero valore e la vera bellezza della vita.

CIAO A TUTTI PER AVER LETTO QUESTA INTERVISTA! VI RICORDO CHE POTETE SEGUIRMI SU IG @niccosantambrogio e FB alla pagina atleta NICCO e sul sito www.niccosantambrogio.com

BUONA ESTATE PIENA DI SKATE E RICORDATEVI: SK8 4 LIFE!

NICCO