Intervista a Marco Olent: Skateboarding’s Finest

Ciao Marco, noi ti conosciamo come Polif dagli anni di hating sul forum di Skatemap…da dove arriva questo nomignolo?

Il nome arriva dai tempi del liceo: avevo un compagno di banco molto creativo che ha trasformato il mio cognome da Olent a Polent per poi arrivare a Polif. Comunque voi siete gli unici che continuano a chiamarmi Polif! Ormai da un po’ di anni sono diventato il tappo, dovete adeguarvi anche voi!

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Problematic era tra i maggiori produttori di video nostrani degli scorsi anni, che fine ha fatto?

Chiedetelo a Kime! Ahah. Comunque dopo “Non è sempre domenica” ci siamo un po spenti, chi per l’università, chi per il lavoro, chi per cazzi suoi ha lasciato un po’ da parte lo skate. Ad ogni modo Problematic era nato come gruppo di amici e lo è tuttora, continuiamo a vederci e skateare assieme quando si può. Problematic por la vida.

 

Com’è la scena attuale a Torino?

La scena sta crescendo, ci sono un po di ragazzini nuovi che spingono ogni giorno di più! Ogni tanto non mi sembra ancora vero di arrivare allo spot e vedere 15 / 20 persone skateare in fotta.

C’è stato un periodo che andavi a skateare e dovevi stressare la gente sperando che venisse qualcuno, altrimenti rimanevi solo in uno skateparkino di merda circondato da tossici e barboni.

Credo che la crescita sia dovuta anche ai due park che sono nati negli ultimi anni: lo SkateSpot di Piazza Valdo Fusi e lo Skatepark di Parco Dora.

Per far crescere la scena ed il livello servono posti del genere dove vai e sai che c’è sempre qualcuno preso bene. Poi c’è sempre chi riesce a pigliarsi male e dice che questi posti fan cagare, ma forse non si sono fatti i pomeriggi in solitaria a skateare un muretto e una flatbar e vorrebbero svegliarsi avendo per magia il The Berrics sotto casa.

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Recentemente sei entrato nella gestione di Skateboarding’s Finest, lo skateshop di riferimento di Torino, qual’è stato il percorso che ti ha portato a questa scelta?

Diciamo che il percorso è stato parecchio lungo. Negli ultimi 3-4 anni, a causa dei continui problemi al ginocchio, avevo abbandonato un po’ lo skateboard trovando un alternativa nel surf.

Avevo trovato un lavoro al mare e cercavo di viaggiare il più possibile visto che le onde a Torino non ci sono. Nonostante fossi sempre in giro comunque sentivo che mi mancava qualcosa della mia città e lavorare nel mondo dello skateboard era sempre stato il mio sogno (come credo del 99% degli skaters).

L’ idea dello skateshop mi frullava già da un po nella testa e visto il lavoro che stavamo facendo con l’associazione (Skateboarding Torino) mi sembrava giusto completare il quadro. Quando ho saputo che Matteo, il vecchio proprietario, se ne voleva andare non ho dovuto pensarci molto. Inoltre il pensiero che lo potesse prendere qualcuno che non c’entrava nulla con la scena mi ha motivato parecchio.

 

Puoi rivelarci qualche progetto futuro che hai per lo skateshop?

Prima di tutto la festa di inaugurazione che non ho ancora fatto! Devo finire ancora un paio di lavoretti in negozio e poi si fa un po’ di bordello.

Per il resto abbiamo iniziato a filmare un po’ e spero di tirar su un bel video visto che i ragazzi spaccano di brutto.

Grazie a tutta la Chef Family per lo spazio! Siete i migliori!