Dumb Ape Tour Interview

Tornati dalla premiere video Dumb Skateboards e Vans “Dumb Ape Tour”, avevamo diverse domande.

Così abbiamo pensato di intervistare gli ideatori di questo viaggio di 10 giorni, a bordo di un Ape Piaggio, nella west coast Italiana.

Gio Grazzani e Simone Verona sono due pionieri.

Ce lo hanno dimostrato in passato, con l’epica avventura in canoa di River Dumbsters.

I loro progetti hanno un unico denominatore: un idea geniale e nessun tipo di piano prestabilito.

Chef: Il video parte e magicamente con esso anche l’ape.
Quindi ora vogliamo sapere, quante volte vi si è fermata in 10 giorni?!
Simone Verona: Ha fatto il suo dovere per i primi giorni… poi ad un certo punto la batteria ci ha abbandonati, proprio in un momento critico… abbiamo fatto due giorni ad accenderla sempre a spinta e poi abbiamo dovuto farla sistemare perchè abbiamo capito che non potevamo prendere il traghetto con l’accensione a spinta!
Ape. Un nome, un mezzo di trasporto, rifugio per la notte, un appendi abiti, un mezzo per trasportare materiale e uno spot.
Quanto è stata fondamentale la scelta dell’iconico mezzo?
S: E’ partito tutto da lei, l’Ape è di mio padre. Negli anni l’ho usata parecchie volte per recuperare materiale per le varie strutture. Ad un certo punto mi è sembrato doveroso organizzare sto tour… eh si, in sto tour l’Ape ha svolto tutte le funzioni possibili!
Quale era l’equipaggiamento di base di partenza? Quali gli attrezzi del mestiere?
S: Avevamo qualsiasi cosa caricato sull’Ape… peccato che avevamo solo 10 giorni di tempo per impegni vari altrimenti saremmo potuti stare in giro tipo per sempre, ci eravamo totalmente ambientati a quella vita! Tenda, sacchi a pelo, tavole, generatore, luci, cazzuole varie, flessibile, un mega bidone per l’acqua… boh, impossibile elencare tutto, però ti dico che quando facevamo la ricarica di cemento il peso diventava davvero tanto e bastava un minimo di salita che la velocità max diventava tipo 10km/h… ci superavano le biciclette, senza scherzi!
Da dove vengono i materiali utilizzati per la costruzione degli spot?
S: Devo dire che anche il recupero del materiale è stata una cosa divertente del tour. Dal fare shopping nei vari centri edili (grazie a Vans che ci ha fornito il budget per questo) al reciclare cose che trovavamo random in giro, mattonelle, lastre di marmo, detriti.
Perché la scelta è ricaduta su queste località?
Giovanni Grazzani: Conosciamo da tempo quella zona della Toscana. Abbiamo scelto le località abbastanza in fretta. Mentre stavamo preparando l’ itinerario ci venivano in mente gli spot inskaitabili ma facilmente fixabili.
Molte costruzioni sembrano essere state pianificate prima, altre totalmente improvvisate.
Eravate mossi dalla fantasia e dai materiali? Oppure avevate idee di base dalla quale siete partiti?
Raccontateci dell’idea di base e di come si è sviluppata successivamente.
S: Mi sa che l’unica pianificata era il quarter nella piscina abbandonata dai Sarzana, negli altri casi la decisione è venuta da un mix di fattori. A Lucca i locals avevano già iniziato questo diy che spacca, fatto direttamente in una strada chiusa… abbiamo trovato una lastra di marmo e quindi insieme a loro abbiam deciso che ci stava fare un bel murettino. A San Vincenzo abbiamo trovato il parcheggio di un cimitero, li non potevamo costruire grandi cose per ovvi motivi ed allora siamo andati di notte a fare un bump. All’Elba siamo arrivati senza nessuna idea e ci siamo affidati ai locals… sull’isola non esiste neppure un quarter e quindi abbiamo deciso di fare quello, ed i boys hanno trovato quella location fantastica!
Come avveniva la costruzione degli spot, e la successiva session?
S: Abbiamo fatto prima tutte le tappe a costruire all’andata, e poi al ritorno abbiamo skateato le strutture. Per questo nel video c’è anche un po’ di footage in street… non potevamo fare i giorni dell’andata a costuire e basta senza skateare!!
Ci sono stati problemi con la cittadinanza o la polizia locale?
G: Nessun problema con nessuno. Abbiamo costruito di notte e in luoghi poco frequentati. Pensavamo che il rumore del generatore poteva richiamare l’attenzione di qualcuno ma per fortuna non è successo..
Come hanno reagito i locals skaters quando gli avete parlato del progetto?
G: Tutti i locals hanno apprezzato. Credo sopratutto i ragazzi dell’ Elba.
Abbiamo costruito l’unico quarter presente sull’isola!
Anche per questa avventura è tutto filmato, scattato e documentato esclusivamente da voi due? Sarebbe bello vedervi nel prossimo fare un trick back to back insieme.
S: Si, l’idea era di fare tutto diy anche nel produrre il materiale. Poi l’Ape ha solo due posti, ci è sembrato logico fare così! Ovviamente poi nei vari spots i locals ogni tanto ci hanno aiutato anche con il filming oltre che con il lavoro.
Abbiamo apprezzato molto il messaggio finale ed il regalo alla comunità skate.
Avrei voluto un sito internet con gli spot precisi e dove trovarli, con le relative foto.
Che dite, mi manca molto SkateMap?
S: Ahaha, si la mancanza di SkateMap è evidente e condivisa! Però l’idea di un sito con la mappa avrebbe spaccato!!!! Prossima volta!
Sò che nelle vostre geniali menti è pronto il prossimo progetto.
Di cosa si tratta?
G: Il prossimo progetto è andare a skaitare le cave di marmo e finire il nuovo video Dumb. Attualmente i dumbers hanno la precedenza su tutto. Se qualcuno di loro vuole filmare ancora qualche trick per la sua parte siamo disposizione. Tra un paio di mesi vorremo fare la premiere e presentare la collezione di tavole nuove.
Grazie boys! Lasciamo qui per voi l’apposito spazio per i ringraziamenti ed il video “Dumb Ape Tour”. Alla prossima Dumbavventura!
S: Grazie a tutti i locals, al Feffa che ci ha raggiunti un tutte le tappe in auto stop solo per la fotta, grazie a Double C, all’Island Skate Crew, al mi babbo, a Vans per il support.
G: Mi unisco ai ringraziamenti del Simo e ringrazio il Simo stesso che ha avuto sta idea geniale e mi ha coinvolto. Epic time as always!