Diritti d’autore

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Lo skateboarding ha un linguaggio tutto suo.

Se una persona normale, ascoltando per caso una discussione di un gruppo di skaters, sentisse una frase di questo tipo: “è stato super sketchy fare backside nosegrind giù da quell’hubba!” probabilmente penserebbe che qualcuno del gruppo abbia avuto il naso infilato nel culo di una prostituta poco affidabile e che tutta la situazione fosse parecchio precaria.

Nel famoso sketch di “Yeah Right!”, Owen Wilson sembra possedere un fluente uso dello “skate-slang”, ma in realtà non sapeva minimamente cosa stava dicendo. Solo quando il regista, Spike Jonze gli ha mandato un video di Ty Evans che diceva le frasi nel contesto giusto, Owen cominciò a capire; nonostante questo gli ci volle comunque una settimana di preparazione prima delle riprese.

“Non lo posso imparare. E’ come cercare di imparare un testo di Shakespeare” – Owen Wilson

La storia ci insegna che quando sei il primo a scoprire qualcosa, hai il diritto di dare un nome a quella cosa. Nello skateboarding è uguale. Alcune parole sono facilmente decifrabili data la loro ovvietà (“kickflip” e “heelflip” sono facili da capire). Altri nomi derivano direttamente dall’inventore, come Alan “Ollie” Gelfund.  Altre parole invece, hanno delle fonti così remote ed oscure che nemmeno la maggior parte degli skateboarders sa da dove derivano.

Ecco alcuni “skate-termini” che hanno origini decisamente strane:

 

BONELESS: Inizialmente chiamato “the boneless-one”. Era il nome di un calzino fantoccio a forma di cane che Robert Hamrick, l’amico del creatore del trick Gary Scott Davis, possedeva. Il nome completo del pupazzo era “Harry the Boneless one” (ovvero “Harry il Senza Ossa”) perché non aveva le ossa e aveva bisogno di una mano per prendere vita. Possiamo tranquillamente dire senza ombra di dubbio che Harry è l’unico pupazzo che ha un trick intitolato in suo onore.

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LASER FLIP: Suona come un termine futuristico e visto le origini giustamente lo è. Il nome deriva infatti dalla videopart di Mike Hayes, nell’ormai classico  “ALIEN WORKSHOP: TIMECODE”. Ogni volta che Mike faceva un 360 heelflip, si sentiva un laser in sottofondo (probabilmente inserito dagli alieni per confonderci le idee), è quindi chiaro il perché Mike Hayes ha il miglior laser flip di tutti i tempi.

 

BIGSPIN:  Si vedono molti bigspin ultimamente (soprattutto in backside), ma da dove viene il nome? Tanti dicono che è stato Brian Lotti ad inventarlo perché lo faceva spesso, ma anche se non fosse stato lui l’inventore, Lotti è stato sicuramente un ispirazione per il nome.

Bigspin” era il nome della trasmissione televisiva della lotteria Californiana. Qualcuno ha visto Lotti fare un bigspin ed ha fatto questo ragionamento: Lotti, suona come Lotteria…la lotteria californiana si chiama…BIGSPIN!”. Nome appropriato e suona bene anche se per tanti di noi forse è più facile vincere la lotteria che fare un bigspin fatto bene.

 

ACID DROP: Un modo per entrare in una pool: simile al “BOMB DROP” ma senza grabbare la tavola. Accreditato a Duane Peters intorno all’anno 75/76, lo chiamarono così perché un vero “Acid Drop” è quando entri in una pool andando dritto verso il coping senza esitazione e paura; probabilmente dovevi essere fatto di LSD per tentarlo la prima volta.

 

Dopo questi esempi, abbiamo capito quanto lo skate-slang può essere creativo e divertente, ed allora passiamo ad uno dei trick più in voga negli ultimi anni:

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IL NO-COMPLY

Sembra ovvio. Molti termini nello skate-slang prendono ispirazione dal mondo al di fuori dello skateboarding e visto che il “no-comply” è nato alla fine degli anni 80, un momento dove lo street skateboarding stava prendendo piede insieme ai movimenti punk, hip-hop e l’attitudine “ribelle di strada” in generale, qualcuno potrebbe pensare che il nome derivasse semplicemente da questa sottocultura di ribellione.

No-Comply: Non attenersi.

Recentemente, Jenkem ha intervistato il creatore del no-comply John Lucero (intervista che merita di essere letta). In questa c’è una parte dove Lucero racconta di come il trick sia stato battezzato con il nome “no-comply”.

Lucero scrive che Neil Blender lo avesse visto fare un “no-handed boneless” (boneless senza mani) su un parking block e non capendo come fosse possibile ha detto “Non capisco! No comprende! No comply!”.

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Il nome è rimasto.

Adesso, per quanto possa essere divertente questa storia, il termine è totalmente sgrammaticato. La parola comply” significa conformarsi, attenersi, aderire e quindi “NO COMPLY” significa non-conformarsi, non-attenersi, andare controcorrente. Significato completamente diverso da non-capire o non-comprendere.

Il fatto che Lucero e Blender non sapessero cosa volesse dire “comply” ha regalato allo skateboarding un nome ancora più stiloso per un trick altrettanto stiloso. Immaginate chiamarlo “no comprende” o “no capisc”…non avrebbe lo stesso effetto.
“No-comply” è figo perché è praticamente il mantra dello skateboarding: andare controcorrente, usare quello che sai per creare cose nuove, fare quello che vuoi e come vuoi…anche quando non ti rendi conto di quello che lo stai facendo.

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