Daniele Galli “36” Intervista

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Daniele Galli è senza dubbi lo skater italiano più produttivo e consistente di sempre. 

Ogni volta che lo vedi, ti parla di un progetto che ha in ballo, che sia come team manager/filmer/driver/skater/uomo tutto-fare per DC Italia o per uno sfizio personale.Qualsiasi cosa abbia in mente, ci puoi giurare che lo porterà a termine nel miglior modo possibile.

Ormai è stato dimostrato da tanti che essere un “over 30” e skateare “bene” non è una cosa così tanto impossibile, ma quando tiri fuori una videopart a 36 anni che contiene un altissimo livello di skateboarding, vuol dire che hai qualcosa di speciale che la maggior parte degli skaters non ha.

Daniele Galli è un gladiatore dello skateboarding e non mostra il minimo accenno di rallentamento.

 

 

Chef: Con tutte le videopart che hai fatto negli anni, come è cambiato il tuo modo di approcciare ogni progetto? Hai notato qualche cambiamento significativo o hai sempre lo stesso metodo?

Daniele: Ho sempre cercato di fare del mio meglio, sopratutto in base al tempo che avevo a disposizione da dedicare al progetto facendo tesoro degli sbagli e dei problemi avuti in fase d’ opera.

Il cambiamento più significativo per me è che ora so esattamente cosa voglio e ho molto più tempo da dedicare a questo. L’approccio che ho alle video part diciamo che non è cambiato ma avendo più esperienza conosco esattamente le mie capacità e riesco a essere più consistente e a valorizzare al meglio il mio skateboarding.

Come decidi il trick da fare? Hai una lista di tricks e spots già in mente (o scritta) o fai un pò a caso?

Zero lista di tricks, cerco di muovermi il più possibile e skateare nuovi spots, quindi mi informo dove sono tramite video, foto o passaparola.

Se lo spot non è troppo lontano prima di filmare magari vado a fare un sopralluogo e se penso sia ok organizzo la mission con filmer e fotografo.

In genere mi faccio una timeline a casa dove vedo come si sta sviluppando la part così da evitare di ripetere tricks, capire cosa manca o cosa va sostituito.

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Qualè il trick che è stato più difficile da portare a casa?

Devo dire che è filato tutto liscio e ogni trick della part bene o male è stato filmato durante una singola session.

Il nose stall indy grab drop nella diga in Sicilia e il nollie in nel bank del ponte a Brescia sono stati tosti, non tanto per i tentativi fatti ma per la difficoltà degli spots.

Quanto è importante la “videopart” per uno skater? E quanto è importante avere un filmer/montatore unico per un progetto?

Filmare una videopart a mio giudizio è una figata, mi spinge a viaggiare, migliorarmi e sopratutto provare tricks in spots che senza la telecamera non farei.

Il filmer è fondamentale, se hai un buon feeling con lui è fatta, si è sulla direzione giusta.

Questa volta i miei più sentiti ringraziamenti vanno a Liuk (Luca Fortini) che è stato fondamentale per la riuscita di questa part, abbiamo avuto un ottimo rapporto e ha saputo valorizzare al meglio ogni singolo trick!

HIGH FIVE BRO!

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Come fai a skateare cosi consistente e grosso a 36 anni? Come ti tieni in forma? é una cosa più mentale o fisica ?

Io di base cerco di condurre una vita sana, non seguo una dieta particolare ma cerco di evitare troppe schifezze e oltre a quello non bevo e non fumo.

Per me il segreto è skateare il più possibile e cercare di rinnovarsi. Non bisogna porsi dei limiti e provare a skateare tutto ciò che si trova, mettersi sempre in gioco.

Skateare un solo “terreno” a mio giudizio è limitativo, più impari e più progredisci.

Non importa quanti anni hai o che tipo di struttura hai davanti, dal momento in cui inizi a dire “non sono capace” o “sono troppo vecchio”, già ti stai tirando indietro.

Bisogna provare a guardare avanti e cercare di vedere sempre oltre le proprie capacità, magari alcuni obbiettivi rimarranno solamente dei sogni, ma sicuramente molti altri saranno conquistati.

Hai avuto qualche ispirazione per alcuni trick o per la part intera (una foto o un video che hai visto, un amico che ti ha dato l’idea di fare qualcosa etc etc)?

Per ogni trick che ho fatto nella part ho avuto ispirazione da qualcuno. Lo skateboard è 100 % nella mia vita, tutti i giorni vedo video sia di pro che di gente non famosa, questo non fa altro che farmi venire ancora più voglia di skateare e di imparare.

Oltre a questo ci sono i miei compagni di team, gli amici che vedo tutti i giorni allo skatepark e molto, molto altro. Cerco di prendere il meglio da chi mi circonda e trasformarlo in energia da mettere nello skateboarding.

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La musica è sempre un elemento importantissimo per una videopart. Come scegli le canzoni in generale e in particolare la scelta di questa canzone in “36” ?

Difficile scegliere la musica sopratutto se devi fare tutto in regola col copyright trovando musica free… c’è da impazzire!

Mi piace in genere riuscire a trovare e supportare musicisti o piccole case discografiche non famose che accettano gratuitamente una collaborazione. In passato ci sono riuscito e così anche per questa videopart.

Ad inizio progetto ho trovato una canzone che mi piaceva ma quando abbiamo fatto il primo montaggio di prova non ci convinceva e i primi feedback erano negativi, così ho pensato di usare qualcosa di strumentale veloce e potente tipo Earthless, e ho iniziato a cercare ma non trovavo nulla che mi convincesse.

La svolta è arrivata da Rigano (Salad Days) che mi ha consigliato un gruppo di suoi amici di Venezia (Kröwnn) che alla fine mi hanno convinto e mi hanno concesso l’utilizzo di una loro canzone per la videopart.

Grazie Danny e complimenti ancora per la videopart.

Grazie per l’ intervista e speriamo di risentirci presto per parlare di skateboarding italiano e di qualche nuovo progetto!

Parole di Chef Family   |   Foto intro “36” di Beatrice Sugliani   |   “36” logo by Roberto Galli   |   Foto lifestyle/action di FEDERICO TOGNOLI